Tutto da rifare per l'omicidio di Politkovskaya

Lunedì l’Unione russa dei giornalisti ha pubblicato un dossier molto particolare: contiene le storie di 124 reporter morti nel paese dal 1993 sino a oggi. Diciannove casi sono riconosciuti come omicidio. Nessuno di questi è ancora stato risolto.
6 AGO 20
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Secondo la procura di Mosca, hanno partecipato all’organizzazione dell'assassinio. Un altro Makhmudov, fuggito all’estero, avrebbe sparato contro la giornalista. Il processo, terminato in aprile, non è bastato a chiarire il movente dell’omicidio. I quattro sono stati assolti per non aver commesso il fatto. Le accuse contro i fratelli Makhmudov non hanno mai convinto i colleghi della giornalista e i suoi familiari: si sperava in una nuova indagine per chiarire i reali contorni dell’omicidio. Ma la nuova indagine non si farà. Per la Corte Suprema, è sufficiente ripetere il procedimento archiviato in aprile. “E’ come se la Corte avesse scritto la sentenza”, commentano gli avvocati della difesa. Il figlio di Politkovskaya, Ilya, dice che “il processo non andrebbe ripetuto: l’intero caso dovrebbe essere assegnato a una nuova sezione del tribunale per essere approfondito”.
Lunedì l’Unione russa dei giornalisti ha pubblicato un dossier molto particolare: contiene le storie di 124 reporter morti nel paese dal 1993 sino a oggi. Diciannove casi sono riconosciuti come omicidio. Nessuno di questi è ancora stato risolto. Il Cremlino ha negato qualsiasi responsabilità nell’uccisione di Anna Politkovskaya. Putin dice che il governo ha assunto il serio impegno di trovare i suoi assassini. Per adesso, sembra più impegnato nella guerra fredda del business contro Ikea e British Petroleum. Secondo gli americani del Committee to Protect Journalists, ci sono solo due paesi al mondo in cui fare il giornalista è più pericoloso: Iraq e Algeria.